Dal 2025, per legge, le aziende sono tenute ad adattare gran parte dei propri contenuti in modo da renderli fruibili a persone non vedenti o ipovedenti. Ne abbiamo parlato con Massimiliano “Maxim” Bonassi, Senior Graphic Designer e specialista di Accessibilità in Redpoint.
Ci sono tantissime cose che un vedente – o un abile, in generale – dà per scontato. Cose facili come leggere un modulo o un contratto, scorrerlo con lo sguardo, trovare a colpo d’occhio le parti a cui prestare attenzione, controllarlo, compilarlo e infine firmarlo. Tutti questi passaggi prevedono delle capacità che spesso si danno per scontate, ma per molti non è così. Assumerne consapevolezza è il primo passo per avvicinarsi al tema dell’accessibilità.
Ma per chi prepara quei documenti, come cambia l’approccio al lavoro?
Oggi entriamo nell’officina creativa della nostra agenzia, per parlare con “Maxim” Bonassi, Senior Graphic Designer che, insieme a Kiara Pagtakhan, Junior Graphic Designer, costruisce da diversi anni un bagaglio di esperienza e competenza su questo tema.
Ciao Maxim, com’è iniziato questo percorso?
Quattro anni fa, in tempi non sospetti in cui l’accessibilità non era ancora obbligo di legge come oggi, un cliente ci ha chiesto di rendere accessibili alcuni file di contrattualistica.
Ma c’era un problema: non c’erano, allora, professionisti o istituzioni che potessero insegnare a noi grafici ed esperti di comunicazione come fare. Abbiamo quindi iniziato a muovere i primi passi da autodidatti, cercando su internet le prime, fondamentali informazioni e scoprendo la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano con la quale abbiamo avviato un dialogo e un confronto costruttivo. A maggio del 2025 abbiamo partecipato agli Accessibility Days di Milano, frequentando due workshop specifici per consolidare gli aspetti tecnici dei documenti finanziari, studiare le potenzialità offerte da Indesign e ottimizzare l’output in pdf, assicurando la massima qualità ai nostri clienti.
Abbiamo infine invitato un grande esperto in agenzia per tenere dei corsi di accessibilità, affinché questo approccio e queste competenze potessero essere condivise da tutti.
Perché è importante, oggi, investire sull’accessibilità?
Con l’European Accessibility Act del 28 giugno scorso, dal 2025 l’accessibilità dei documenti digitali è diventata un obbligo per le aziende private e per la pubblica amministrazione. Ma l’accessibilità è anche un tema che riguarda la sfera della Corporate Social Responsibility, che va oltre gli obblighi legali e che oggi richiede sempre di più fatti concreti. Quindi, oltre ai siti e alle app, è importante che tutta la modulistica e la contrattualistica sia conforme agli standard, affinché questi file possano essere compatibili con le app e i software di assistenza vocale, con cui persone non vedenti e ipovedenti riescono a navigare e svolgere le quotidiane attività digitali.
L’accessibilità per la contrattualistica è dunque legge, e diventerà sempre di più parte del lavoro di agenzia. In un futuro molto probabile, anche i bilanci e i report dovranno adeguarsi. Quali sono i passaggi a cui andremo incontro e come iniziare a prepararsi?
Una cosa intelligente potrebbe essere la preparazione di un report accessibile, a fianco del report canonico, pensato ex novo per i non vedenti, e in cui andare a condensare tutte le informazioni più importanti, con una forma, un linguaggio e dei contenuti fruibili da tutte e tutti.
Ma, a monte di tutto questo, per abbracciare il tema ci vuole curiosità e pazienza: cercare le giuste informazioni, ripensare creativamente alla grafica, acquisire competenze diverse e trasversali. Ci vuole studio, passione e dedizione per prevedere e risolvere gli ostacoli, per abbattere le barriere invisibili di cui non sempre ci rendiamo conto. È uno shift culturale, ma anche mentale, che parla di sostenibilità sociale.